Il centro prima infanzia offre ai genitori un appoggio e un aiuto all’educazione
e alla gestione dei propri figli permettendogli di mantenere l’attività lavorativa.

23 aprile 2012

Attività fisica in gravidanza

Lo sport e un'adeguata attività fisica sono consigliabili fin dall'inizio della gravidanza. Un regolare esercizio fisico previene e riduce molti disturbi della gravidanza quali la stitichezza, il mal di schiena, la tendenza alla formazione delle vene varicose e contribuisce a migliorare lo stato d'animo della futura mamma, allontandando dalla sua mente le preoccupazioni e le ansie tipiche dei nove mesi di gestazione.

Fin dall'inizio della gravidanza è consigliabile che la donna esegua alcuni facili esercizi di ginnastica mirati a tenere in allenamento i muscoli dell'addome, delle gambe e della schiena, quelli cioè che, più di tutti gli altri, risultano notevolemente sollecitati dai cambiamenti fisici che la donna subisce durante la maternità.
Sono indicati anche esercizi di stretching, cioè allungamento muscolare che permettono di acquisire elasticità muscolare e assicurano una corretta circolazione del sangue.
Si rileva adatta anche la ginnastica in acqua perchè nell'elemento liquido la forza di gravità risulta inferiore: in tal modo la futura mamma si sente più leggera e può mantenersi in allenamento stancandosi di meno.

Sono sconsigliabili tutti quegli sport in cui esiste il pericolo di cadute o che richiedano capacità di equilibrio e di coordinamento oppure quelli in cui si sollecitano le articolazioni o anche in cui esista il pericolo di colpi all'addome.

Sono invece consigliabili il nuoto, l'uso regolare della cyclette e della bicicletta, il jogging ma anche attività che aiutano a mantenere il tono dei muscoli.
Per evitare un eccessivo affaticamento bisognerebbe essere sempre in grado, durante l'attività fisica, di conversare con facilità: se si rimane senza fiato significa che ci si sta sforzando troppo.

20 aprile 2012

LO SVILUPPO DEI BAMBINI E LA MUSICA

La musica svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo globale dell'individuo: essa agisce sugli stati d'animo più profondi e sulle emozioni, è nutrimento della mente e dello spirito, ma anche divertimento, gioco, stimolo per sviluppare le potenzialità espressive e creative della persona.
Quando la musica è presente nella vita quotidiana, si impara a cantare così come si impara a parlare. Un ambiente musicalmente stimolante, dove i genitori propongono al bambino di giocare con la voce e i suoni, rafforza il legame affettivo all'interno della famiglia ed è terreno favorevole nel quale si possono svilppare le esperienze musicali successive.
LA MUSICA NON DEVE ESSERE PRIVILEGIO DI POCHI, MA DIVENTARE PATRIMONIO DI TUTTI.

"...tutto è suono, null'altro che suono. Sono suoni gli astri, i loro pianeti e il loro contenuto. Gli elementi appartengono al suono come pure ciò che formano, dai corpi più semplici a quelli più complessi: il suono vegetale e quello animale. L'essere umano è suono, anche se non lo sa o lo ha dimenticato"

                                                                                                                                                                                         Alfred Tomatis


Durante la gravidanza
Nel corpo della madre si propagano tante sonorità da creare un vero e proprio concerto ritmico, avvolgente e vitale .Una volta venuto al mondo, il bambino è in grado di riconoscere le melodie ascoltate quando ancora si trovava nel grembo materno.
Innanzitutto il battito cardiaco che culla l'embrione, poi il flusso sanguigno, il suono della respirazione e dei movimenti del diaframma, il rumore delle articolazioni sono tutte fonti sonore che costituiscono una stimolazione per il feto.
Poi la voce materna che giunge all'embrione dall'interno stesso del corpo, primo generatore della relazione mamma- bambino.
Dal momento in cui la madre inzia ad avvertire i movimenti del bambino, il loro rapporto diventa più intenso e il suono arriva in modo più forte.
La madre diventa come uno strumento musicale per il suo bambino, offrendogli la sua energia e la sua carica e tra i due si crea un dialogo che rappresenta la base sonora della vita del piccolo.

0-3 mesi
Il bambino è sensibile agli stimoli sonori e musicali dell'ambiente e riconosce le voci più familiari, soprattutto quella materna

4-6 mesi
Il bambino mostra interesse per gli oggetti che emettono suoni e cerca di individuare da dove provengono.
Inoltre produce le prime lallazioni che ama ripetere soprattutto quando dialoga con un adulto e coglie le intenzioni espressive della voce altrui.

7-10 mesi
Il piccolo inizia a coordinare i propri gesti per accompagnare i suoni che sente e realizza i primi tentativi di canto.

10- 12 mesi
Il bambino riproduce e imita, sempre con maggior precisione, suoni semplici con i quali crea ritmi nuovi e particolari. Inizia a parlare nella lingua materna, differenziando il parlato dal canto e mostra preferenze rispetto alla musica che ascolta.


La musica è una ricchezza culturale che offrirà al bambino un'identità sociale e un senso di appartenenza e al tempo stesso una possibilità di avvicinamento ad altre culture.
Il mondo delle sonorità, infine, aiuta nello sviluppo di un carattere aperto, socievole e ben disposto all'ascolto degli altri.

11 aprile 2012

TARIFFE BIMBIalCENTRO



BIMBIalCENTRO offre un orario flessibile con la possibilità di scegliere tra uno o più giorni alla settimana fino anche a 3 o 4 ore alla volta.
Il centro per la prima infanzia è pensato soprattutto per i genitori che vogliono nuotare oppure allenarsi in palestra e non sanno a chi affidare il proprio bambino!
Vieni a trovarci per scoprire le nostre tariffe vantaggiose; se decidi di estendere il servizio a più giorni della settimana puoi godere di un prezzo agevolato. RICORDATI CHE IL PRIMO INCONTRO E' SEMPRE GRATUITO!!

TARIFFE:
singola permanenza fino a 2  ore: 10 EURO
singola permanenza fino a 4 ore: 16 EURO

1 SETTIMANA SINGOLA DA:
  • 2 giorni 18 EURO (permanenza fino a 2 ore) e 30 EURO (permanenza fino a 4 ore)
  • 3 giorni 27 EURO (permanenza fino a 2 ore) e 45 EURO (permanenza fino a 4 ore)
  • 4 giorni 32 EURO (permanenza fino a 2 ore) e 56 EURO (permanenza fino a 4 ore)
  • 5 giorni 40 EURO (permanenza fino a 2 ore) e 70 EURO (permanenza fino a 4 ore)
  • 6 giorni 45 EURO (permanenza fino a 2 ore) e 84 EURO (permanenza fino a 4 ore)


Ecco la saletta che mettiamo a disposizione dei vostri piccoli; uno spazio accogliente e vivace dove poter svolgere attività che si avvicinano alle esigenze dei bambini.
Infatti l'organizzazione di un servizio educativo per la prima infanzia deve tenere in conto di alcuni aspetti fondamentali legati al modo in cui i piccoli vivono e si muovono quotidianamente nello spazio.
L'ambiente educativo sostiene il progetto stesso e per questo è importante pensare l'organizzazione degli arredi per offrire al bambino stimoli differenti ed esperienze individuali e di gruppo.

La nostra saletta è pensata "a misura di bambino" e permette ai piccoli di sentirsi a proprio agio, stimolando la relazione e la comunicazione.

Vieni a trovarci presso BIMBIalCENTRO: IL PRIMO INCONTRO E' SEMPRE GRATUITO!
Per maggiori informazioni scrivici a bimbi.centro@gmail.com o chiama il numero 0341.579189.

1 aprile 2012

Bambini e acqua

Corsi di acquaticità

Per i bambini più piccoli, anche fino a sei anni, non si parla di corsi di nuoto ma di "acquaticità". I corsi rivolti ai bambini sotto i tre anni prevedono che il bambino sia accompagnato in acqua da un genitore.
Lo scopo non é, ovviamente, quello di imparare a nuotare, ma bensì di coltivare la naturale familiarità con l'ambiente acquatico. Le attività svolte rafforzano il legame col genitore e divertono il bambino. L'attività fisica favorisce, inoltre, il sonno e l'appetito.
Nelle piscine adeguatamente attrezzate é possibile iniziare a tre mesi: a quest'età la temperatura dell'acqua non deve essere inferiore ai 33 gradi a causa delle ridotte capacità termoregolatorie del neonato. Dopo i sei mesi, il bambino tollera temperature leggermente inferiori (31-32 gradi).
La piscina deve essere dotata di vasche apposite per l'acquaticità, di solito colorate e piene di giochi.
Poichè non é scontato che il bambino apprezzi da subito l'esperienza, é necessario non forzarlo e consentirgli di avvicinarsi all'acqua gradualmente e dolcemente. à importante, inoltre, fare attenzione ai segnali di sofferenza termica (come le labbra violacee) e di stanchezza, per interrompere prima che si innervosisca.
Ricordare, inoltre, che é vero che la piscina può aiutare a liberare il naso dal muco, ma il bambino raffreddato respira peggio e puà avere difficoltà a svolgere attività anche già svolte in precedenza.


Corsi di nuoto per bambini

I corsi di nuoto veri e propri, in cui bambini entrano in acqua con la sorveglianza dell'istruttore, iniziano dai tre anni.
Attenzione, però, all'aspetto ludico, che a questa età é ancora molto importante. Secondo gli esperti, i bambini non dovrebbero iniziare l'attività sportiva fino a 5-6 anni, poichè sotto quest'età predomina un tipo di intelligenza che richiede l'esperienza diretta dei sensi per apprendere e il bimbo non é pronto a seguire le istruzioni di un istruttore. Inoltre, fisicamente non é ancora in grado di svolgere sforzi intensi e prolungati. Fino all'incirca ai 5-6 anni, insomma é giusto che il bambino si dedichi a attività ludiche e che sia libero di fermarsi quando vuole e di esplorare a modo suo.
Il nuoto, inoltre, per quanto benefico, rischia di risultare noioso: il susseguirsi sempre uguale delle vasche potrebbe stufare ben presto il bambino.
Le gare agonistiche iniziano dagli otto anni ma é inutile avere fretta: le cifre parlano chiaro. Nella grande maggioranza dei casi, a prestazioni valide nei campionati giovanili non corrisponde una carriera sportiva successiva altrettanto brillante, anche a causa dell'elevato tasso di abbandono.
E' importante scegliere, dunque, una piscina in cui ai bambini non sia richiesto un impegno fisico eccessivo e dove siano rispettino i loro tempi naturali, lasciando ampio spazio al gioco almeno fino ai sei anni.